Home Caffe Vs Salute

Caffè Vs Salute


La letteratura epidemiologica sull'argomento è vastissima e contraddittoriale.

La quantità di caffeina, varia notevolmente a seconda del tipo di torrefazione dei chicchi e delle modalità di preparazione. Indagini effettuate fra donne che preparavano il caffé in modo usuale, nonché fra bar, ristoranti e club, hanno confermato l'estrema variabilità dei contenuti in caffeina. Solo quando il tipo di caffé rimane identico e le modalità di preparazione sono attuate dalla stessa mano, si ha una certa costanza di valori. Questo significa che per effettuare ricerche sull'influenza del caffé sulla salute si incorre in difficoltà di interpretazione dei dati statistici. Anche lo studio sull'animale non è estrapolabile in toto all'uomo in quanto non conosciamo fino a che punto il metabolismo della caffeina (ma anche degli altri componenti del caffé) sia nell'animale simile a quello umano.

 


 

Consumando tre espressi all'italiana al giorno si ingeriscono mediamente attorno ai 300 mg di caffeina e circa 12 mg di acido nicotinico. Nel caso del caffé anglosassone, quando questo viene usato come bevanda durante i pasti, il consumatore ne beve due razioni di 200 ml al giorno ed ha così ingerito circa 500 mg di caffeina e circa 115 mg di acido nicotinico.

Una tazza di caffé preparato con 8 gr di macinato della specie “Arabica” apporterà mediamente 80 mg di caffeina, 130 mg di potassio e 16 mg di sodio.

Preparata con 8 gr di specie “Robusta” i valori salgono rispettivamente a 200 mg, 143 mg e 53 mg.

 

 

CONTENUTO IN CAFFEINA DI ALCUNE BEVANDE (IN MG. )

 

 

Caffé espresso al bar : 60-120

Caffé alla napoletana : 60-130

Caffé solubile : 40-110

Caffé decaffeinato : 2-5

Caffé americano : 97-125

Caffé in polvere (100 gr) : 1000-2000

The (una tazza) : 15-20 (fino a 90)

The in lattina : 20-35

Bevanda tipo cola (una lattina) : 30-40

Cioccolata (una tazza) : 10

 

 

 

 

 

 

CAFFEINA UMORE E RENDIMENTO

Generalmente si considera la caffeina come uno stimolante che aiuta a stare svegli ma questa realtà non è mai stata verificata su basi rigorosamente scientifiche. Prescindendo dai numerosi esperimenti in cui ai soggetti venivano somministrate dosi di caffeina relativamente elevate, non si è mai giunti ad una conclusione vera e propria circa gli effetti che questa sostanza produce sul comportamento umano. (BITTI C. STORIA E TRADIZIONE DEL CAFFÈ. DPCTOR NUTR 1990;3:57-61)

Il dottor Harris R. Lieberman tenta di spiegarne la ragione. Nella maggior parte degli esperimenti condotti sino ad ora sono stati somministrati dosaggi molto superiori alle quantità presenti nelle normali consumazioni". Tuttavia, considerando gli elevati dosaggi somministrati si sarebbero dovuti osservare determinati effetti psicologici.

Le ragioni che conducono a questa mancanza di coerenza nelle conclusioni degli studi condotti sugli effetti comportamentali della caffeina, sono molti e vari. In primo luogo gli esperimenti sono stati solo parzialmente condotti in modo omogeneo vale a dire, di volta in volta si sono adottate regole sempre diverse, negando la possibilità di mettere a confronto i risultati ottenuti. In secondo luogo, gli effetti della caffeina sulla vigilanza e/o sull'umore possono essere rilevati solo attraverso test psicometrici scientifici e molto precisi; i tipi di test adottati in fase di sperimentazione, sono stati invece, molto diversi fra loro e non tutti avevano lo stesso grado di precisione. Inoltre l'elaborazione statistica dei risultati non è sempre avvenuta in condizioni ottimali.

Il caffé stimola la secrezione gastrica, attiva la produzione della bile e la contrazione della colecisti pertanto assunto dopo il pasto facilita la digestione.

 

Negli individui sani il caffé diminuisce la stanchezza, agisce sul tono muscolare, sull'umore, facilita la concentrazione, attenua le cefalee e le emicranie in genere, agisce sui centri nervosi arrecando un generale senso di benessere. Aiuta ad essere maggiormente vigili ed attivi nel lavoro soprattutto in quello che richiede maggiore prontezza di riflessi. Tutti questi fenomeni sono comunque soggettivi e variano soprattutto in relazione all'abitudine al caffé.

Da quanto è stato finora esposto risulta che malgrado i numerosi studi sul caffé non esistono dati certi che questa bevanda rappresenti un fattore determinante nello sviluppo di patologie.

 


 
Valid XHTML and CSS.