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Rowing

 

 
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Si diffonde sempre di più nelle palestre una nuova attività sportiva: l’ indoor rowing, una sorta di canottaggio che utilizza dei simulatori (remoergometri). Nell’ ambito di tale sport, possiamo distinguere due specialità:

    * Group Rowing (Canottaggio Indoor di gruppo): si pratica con l’ ausilio della musica ed è un ottimo esercizio cardiovascolare, perfetto anche per persone di età più avanzate perché si pratica seduti su un seggiolino scorrevole. Incrementa notevolmente le capacità di resistenza e la capacità di coordinare i movimenti (Ciclo di voga) a tempo di musica. Fa crescere la motivazione personale e la competizione con se stessi e con gli altri.
    * Indoor Rowing (Canottaggio Agonistico Indoor): è una disciplina in cui si cimentano tutti i canottieri del mondo. Permette di controllare e registrare le proprie prestazioni sui monitor dei singoli remoergometri. Ciò permette anche al dilettante di controllare, momento dopo momento, i propri miglioramenti e lo sprona ad impegnarsi sempre più.

Perchè il rowing

Nato come il felice connubio tra canottaggio e fitness, l’Indoor Rowing è un’ incredibile ed entusiasmante disciplina che ricrea un vero e proprio equipaggio pronto a remare e competere insieme a tempo di musica. Nel 1981 circa è stato sviluppato il primo vogatore, l’Indoor Rower, una macchina che dà resistenza in modo direttamente proporzionale alla forza impiegata dall’atleta. L’Indoor Rowing è un vero e proprio allenamento che coinvolge i principali gruppi muscolari: in particolar modo le braccia, le gambe, il dorso, le spalle, l’addome ed i glutei.



Un pò di storia

Negli anni ‘70, i fratelli Dreissigacker, membri della squadra olimpica statunitense, ingegneri tecnici e canottieri, misero a punto una macchina che consentisse di remare anche al coperto, in inverno, quando i fiumi sono ghiacciati e quindi impraticabili. Inventarono, così, un simulatore di remata: l’Indoor Rower, una macchina che da subito si diffuse come ottimo strumento di allenamento per molte squadre di canottaggio e che suscitò ben presto l’ interesse anche di persone che non avevano mai remato in acqua. 

 

 

 

Dopo oltre 20 anni di ricerca si è arrivati alla versione definitiva: una macchina che fornisce un workout completo, che riproduce perfettamente la vogata del canottiere e che utilizza la resistenza ad aria creata da una ventola che riproduce esattamente la remata in acqua. Inoltre alcune macchine dispongono di un sofisticato monitor che permette di verificare il proprio allenamento dopo ogni vogata (es. velocità media, ritmo, watt o calorie bruciate, nonché i battiti cardiaci). L’ istruttore, impostando una lezione di Rowing, inizia con breve periodo di riscaldamento aerobico (entro l’ 80% della frequenza cardiaca massima), per poi entrare nel vivo della lezione che prevede anche una fase anaerobica (oltre l’ 80% della frequenza cardiaca massima). A seconda del tipo di allenamento richiesto una lezione può durare dai 20 ai 40 minuti e viene seguita da una fase di defaticamento ed allungamento, il tutto sempre a tempo di musica.

Le fasi del Rowing
 

 

 

1: Finale

Gambe estese. Il Busto si inclina morbidamente indietro con i gomiti che rimangono orizzontali rispetto all’asse delle gambe. E’ fondamentale mantenere le Spalle rilassate.
2: Ripresa


Inclinando appena il busto in avanti, si muove il seggiolino (carrello) e si avanza. E’ fondamentale, nel movimento, seguire la sequenza: braccia, busto, carrello.

3: Attacco


Braccia estese e rilassate, si posizionano, nel movimento, i polsi in linea con gli avambracci. E’ fondamentale contrarre gli addominali e scendere con la schiena dritta, ma rilassata, verso le cosce .



4: Passata


Braccia estese e rilassate. Spingere prima le gambe cui segue il busto. Una volta superate le ginocchia con i pugni, tirare l’impugnatura al corpo portando dietro gomiti e polsi. E’ fondamentale che braccia e polsi rimangano dritti e in linea con l’ asse delle gambe. Con questo movimento si torna alla fase 1: Finale.

 

 

 

I benefici

- Aumenta la resistenza agli stress ambientali.
- Facilita la stabilità emotiva. La produzione di endorfine (ormoni che non fanno sentire il dolore o l’ affaticamento) abbassa notevolmente le tensioni psichiche legate all’ ansia e alla depressione. Migliora l’autostima e rende più disponibili verso l’ambiente sociale.
- Rallenta l’invecchiamento delle ossa e delle cartilagini che mantengono attivo il loro metabolismo. Anche la perdita di sostanza ossea e di sali di calcio nello scheletro (osteoporosi), può essere contenuta in quanto lo stimolo fisiologico, dovuto all’ attività fisica, migliora il metabolismo osteo-articolare.
- Migliora la forza e il trofismo (movimento) muscolare dei segmenti corporei impegnati, l’elasticità e la potenza dei legamenti articolari.
- Migliora la postura e la capacità di assumere atteggiamenti più corretti, per cui si attenuano o scompaiono dolori derivanti da posture errate.
- Migliora la destrezza motoria e l’ efficienza del sistema nervoso in genere.
- Rafforza il muscolo cardiaco. Aumenta la riserva cardiaca e coronarica e la gettata cardiaca (volume di sangue in un minuto). I vasi sanguigni acquistano maggiore elasticità. Migliora l’irrorazione sanguigna periferica e viene facilitato il ritorno venoso. Il recupero dopo lo sforzo fisico in genere diventa più rapido.
- Aumenta la ventilazione polmonare, la dinamica costo-diaframmatica (meccanica del respiro) e l’ elasticità dei polmoni. Migliorano anche gli scambi gassosi a livello alveolare.
- Migliora la termoregolazione corporea e il metabolismo energetico.Migliora anche il rapporto peso-statura. Tendono a normalizzarsi gli indici ematochimici.
 
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